You Have Saved This City è chiaramente un episodio di Arrow spezzato in due e che nel complesso ha più il sapore di un finale di serie piuttosto che di stagione, il che è sia un difetto che un pregio.

La prima parte, quella meno riuscita, è sicuramente dedicata alla chiusura della storyline di Emiko ed in parte del Ninth Circle, diciamo in parte perché, per come sono andate le cose, il gruppo criminale potrebbe tornare a minacciare la città l’anno prossimo. Le potenzialità date dall’idea di questo scontro fratricida erano davvero innumerevoli, ma tutto qui resta ad un tale livello di superficialità da lasciare piuttosto frustrati, il momento in cui Oliver ammette, per esempio, di aver avuto l’istinto uccidere Emiko una volta saputo che non aveva impedito l’attentato alla Queen’s Gambit è interessante, perché quello è davvero l’incipit della serie, ciò che ha rivoluzionato completamente la vita del protagonista ed il fatto che si sia trattenuto, che abbia spezzato il ciclo della violenza, dimostra quanto sia evoluto questo personaggio nel tempo, ma nulla delle parole dette alla sorella avrebbe teoricamente dovuto farle cambiare idea, perché sono concetti che Emiko si è sentita ripetere più volte, rimanendo fermamente sulle sue posizioni. Il fatto che finisca quindi per redimersi solo perché Oliver le resta accanto quando il Ninth Circle le si rivolta contro, non fa giustizia al personaggio ed è una semplicistica via d’uscita non degna di un cattivo di stagione che si rispetti.

E sempre a proposito di conflitti anche il modo in cui è stato gestito quello tra il Team Arrow ed il Dipartimento di Polizia è stato piuttosto deludente. Dopo aver trascorso una buona parte della stagione a rendere così importante e complesso questo rapporto, che il tutto si riduca al fatto che un poliziotto, il sergente Bingsley, messo temporaneamente fuori gioco, si svegli o meno per raccontare la verità, risulta essere un espediente davvero povero. Soprattutto se si tiene in considerazione l’inconfutabile verità che il comandante della Polizia, assieme al resto del Team Arrow, ha coperto l’omicidio di tre poliziotti e del fatto che gli autori non fanno minimamente cenno alla cosa, lasciandola cadere nel dimenticatoio.

Lo scontro tra i Queen si conclude con la rivelazione di Emiko ad Oliver che la sua famiglia ha una taglia sulla testa e che, dietro suo ordine, il Ninth Circle darà loro la caccia fino a che non gli avrà uccisi e che deve darsi alla macchia per proteggere loro e se stesso. Anche in questo caso, ci permettiamo di far osservare che l’associazione criminale, già prima della morte del suo leader, non sembrava più essere sotto il suo controllo per averla usata per i suoi scopi personali, che genere di minaccia, quindi, incombeva davvero su Oliver, Felicity e Mia a quel punto se Emiko era morta ed il Ninth Circle non aveva nessun interesse a portare a termine la sua missione e perché si sono dati alla fuga?

Esposti questi dubbi, che restano senza risposta, passiamo a quello che è chiaramente il cuore dell’episodio e che avrà un impatto emotivo completamente diverso rispetto alla prima parte della puntata, l’uscita di scena di Emily Bett Rickards che segna la fine di un’era per una serie che non sarà mai più quella che è stata per 7 anni.

Nonostante gli autori abbiano, in occasione di questo finale di stagione, riportato tra le file del Team Arrow Curtis e non-Laurel, i due personaggi non hanno purtroppo alcun ruolo significativo in You Have Saved This City, se non servire lo scopo di essere presenti alla scena di addio ed alle accorate parole di ringraziamento di Oliver, ma anche in questo caso è impossibile non vedere la differenza (persino nelle reazioni degli attori stessi) tra quel momento corale e la scena successiva, dedicata unicamente a quello che Internet ha ormai battezzato da anni l’OTA (Original Team Arrow).

Il sovraffollamento del Team Arrow è un problema che non è mai stato risolto, far passare quindi la presenza di alcuni personaggi come la cartina al tornasole che ha permesso ad Oliver di cambiare e migliorarsi nel tempo, è un disservizio al protagonista della serie ed un tentativo di giustificare una scelta autoriale che non ha mai fatto la fortuna dello show e la differenza tra il congedo da questa parte della serie e da quella costituita dal Team originale, è emotivamente palpabile. Durante l’addio tra Oliver, Diggle e Felcity è palese che siano gli occhi di Stephen Amell, David Ramsey e Emily Bett Rickards a non essere asciutti, piuttosto che quelli dei personaggi che interpretano e sebbene potremmo anche obiettare che non sia del tutto professionale lasciar trasparire le emozioni personali in una scena, poiché in questo caso tali emozioni ne amplificano l’efficacia, l’errore può esser perdonato. In principio c’era l’OTA: quelle sono state le migliori stagioni di Arrow, ed è difficile non commuoversi all’idea che non li rivedremo più insieme.

Ma gli autori non si fermano qui, perché era necessario rispondere ancora a diverse domande, la più importante delle quali è anche stata curiosamente una di quelle passate più in cavalleria in questa stagione: che fine ha fatto Oliver Queen nel futuro?

Nella serie ci viene mostrato come la coppia avrà qualche mese di assoluta felicità prima che il destino venga a bussare alla loro porta nella persona di The Monitor (LaMonica Garrett), il quale verrà a riscuotere il proprio debito con Oliver affinché lo aiuti in una missione la cui natura non verrà spiegata nel dettaglio, ma il cui fine è quello di impedire la distruzione del Multiverso in quella che sarà la Crisi sulle Terre Infinite, il crossover che segnerà anche la conclusione della serie il prossimo anno.

Anche in questo caso vorremmo brevemente soffermarci sul come Oliver abbia omesso per l’ennesima volta la verità sulle sue intenzioni e non abbia detto a Felicity di aver stretto un patto con The Monitor per salvare Barry e Kara e l’Universo intero, ricadendo sostanzialmente in una vecchia abitudine che più volte gli è quasi costata la sua storia con l’attuale moglie, ma gli autori non sembrano accennare minimamente alla cosa e Felicity sembra arrendersi all’idea di lasciarlo andare, anche se – da come si conclude l’episodio – è altrettanto evidente che non ha mai davvero accettato l’idea di un addio e ha sempre saputo che prima o poi si sarebbe riunita con lui, magari in un altro mondo o realtà.
I fatti a nostra disposizione sono che Oliver Queen morirà apparentemente nel 2019, come suggerisce la lapide accanto a quella dei suoi genitori, ma quale Oliver e come o se davvero morirà, sono misteri che solo la prossima stagione potrà chiarire.

L’estremo sacrificio dell’eroe è qualcosa su cui sono stati scritti fiumi di letteratura, l’idea che Green Arrow possa quindi davvero dare la vita per salvare milioni di altre non è di per sé qualcosa che aborriamo, sopratutto con la prospettiva che Oliver e Felicity, da qualche parte del Multiverso, sono ancora insieme, il che apre peraltro anche le porte ad un possibile ritorno di Emily Bett Rickards in occasione del finale di serie. Quello che conta davvero, l’unica cosa che abbia sempre contato, è come (e se) verrà concepito e realizzato questo commiato il che, considerati i predenti dello show, è ciò che davvero ci spaventa più della prospettiva della morte.

L’ottava ed ultima stagione di Arrow, che sarà composta da 10 episodi, andrà in onda negli Stati Uniti a partire presumibilmente da ottobre 2019 su The CW.